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Il Progetto
Il Progetto Fiume Bruna
Il progetto “Fiume Bruna” consiste nell’estrazione a bassa pressione del metano contenuto negli strati di carbone con uno spessore maggiore di 3-4 metri situati a profondità inferiori di 1.000 metri.
Sono le condizioni che troviamo nell’area di Ribolla, dove la lignite picea è stata estratta industrialmente per molti decenni nei dintorni di Ribolla e di altre località del bacino del fiume Bruna. Il progetto non interesserà la miniera abbandonata, ma coinvolgerà banchi carboniferi più distanti.
La tecnologia di produzione di metano da banchi di carbone, cosiddetta Coal Bed Methane (CBM), è stata sviluppata con successo negli Stati Uniti ed in diversi altri paesi europei. Negli USA, oggi, il metano estratto da letti di carbone (CBM) è pari al 9% di tutta la produzione nazionale di metano.
I numeri del progetto
Superficie (fase pilota) |
12 Km2 (circa 8 km2 al netto dei veicoli) |
Zona |
Pianura del Fiume Bruna (Comune di Roccastrada) |
Pozzi |
1 pozzo esplorativo
da 4 a 7 pozzi di accertamento |
Profondità |
Da 300 m a 800 m |
Investimento |
6 milioni di euro la fase esplorativa
50 milioni di euro il progetto totale |
Stima riserve producibili di metano |
2,4 miliardi m3
ulteriori 1,2 miliardi di m3 con iniezione eventuale di CO2
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CO2 stoccabile |
14 milioni di tonnellate |
Durata |
circa 30 anni (compresa l’eventuale iniezione di CO2) |
Dismissione |
Ripristino siti come erano prima dell’investimento |
Il progetto consiste dunque nell'estrarre il metano contenuto nei micropori del carbone attraverso la perforazione dei pozzi, simili a quelli utilizzati per l'acqua.
Il metano fluisce a bassa pressione da questi pozzi e viene raccolto da una rete collegata ad un punto di raccolta prima di essere inviato nel mercato attraverso la collaborazione di operatori locali.
In un secondo tempo sarà possibile iniettare CO2, che prenderà il posto del metano incollandosi al carbone in modo definitivo.
La produzione attesa è di circa 3,6 miliardi di m3 in un periodo di circa 30 anni, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 80.000 famiglie.
La bassa pressione e la quantità di metano prodotta ogni anno, non rendono necessaria la presenza di infrastrutture complesse ed invasive.
Le fasi
Il progetto “Fiume Bruna” si articola in tre fasi:
La fase esplorativa
E' l'unica per ora autorizzata ed ha l’obiettivo di verificare fattibilità tecnica ed ambientale del progetto. Richiederà circa due anni prima di essere completata.
Le esplorazioni vengono limitate in un’area di solo 12 chilometri quadrati. La fase prevede una prospezione geofisica, cioè l’acquisizione di linee sismiche, sulla base delle quali ubicare i 5-8 pozzi esplorativi per raccogliere i dati necessari a confermare la presenza in quantità industrialmente sfruttabili di gas metano.
Via e Autorizzazione
Conclusa la fase di esplorazione la Società presenterà un progetto completo, che verrà sottoposto ad una specifica Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e ad un iter autorizzativo autonomo da parte della Regione Toscana.
Fase di coltivazione
Interessa principalmente l'estrazione del gas. I pozzi saranno molto piccoli, simili in tutto e per tutto a quelli utilizzati per l’estrazione dell’acqua dalle falde superficiali.
L’ubicazione dei pozzi verrà studiata nel rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici della zona.

Successivamente alla fase di estrazione/produzione di gas, sarà possibile iniettare la CO2 nella struttura interna del carbone, al posto del metano.
La CO2 viene assorbita permanentemente nella matrice microporosa del carbone al posto del metano con un meccanismo fisico-chimico spontaneo ed irreversibile, rimanendovi immobilizzata stabilmente a livello molecolare.
In questo modo Independent Energy Solutions contribuirà ad evitare l'accumulo in atmosfera di un gas serra senza per questo ridurre la capacità dell’industria di rispondere alle richieste dei consumatori. Sequestrare in maniera definitiva la CO2 significa, allo stato attuale delle tecnologie, ottenere, in modo reale, veloce ed efficace, un risultato positivo per il clima.
A conclusione del progetto sono previste opere di ripristino ambientale.
La fase di esplorazione
Serve per individuare con precisione la profondità, la consistenza del carbone ed i punti migliori dove perforare. Si potrà dunque verificare, attraverso l’analisi della capacità produttiva dei pozzi, la fattibilità ambientale ed economica della coltivazione del metano a bassa pressione. Inoltre si potranno controllare i dati per verificare la compatibilità industriale ed ambientale della fase di coltivazione.
Dove viene realizzata
Avviene in un area ristretta di soli 12 km2. All’interno di quest’area vengono rispettati tutti i vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici. E’ proprio per il rispetto di questi vincoli che la superficie disponibile è ulteriormente ridotta a 8 km2.
Area del permesso

Area esplorativa

Le attività della fase esplorativa
Prospezioni geofisiche
In questa fase sono state effettuate indagini non invasive per studiare le caratteristiche fisiche delle rocce e dei terreni, grazie alle quali si ottiene un’immagine del sottosuolo che consente di scegliere l’ubicazione migliore dei pozzi esplorativi.
Come prospezione geofisica identificata per l’indagine del sottosuolo, si è scelta la prospezione sismica 2D perché consente di ottenere informazioni sufficientemente dettagliate. La prospezione sismica viene effettuata dal personale tecnico e dagli operatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS di Trieste (inserire link al sito di OGS). L’OGS cura, oltre la fase di acquisizione, anche quella di elaborazione dati.
Per l’acquisizione sismica è stato usato il metodo della massa vibrante come sorgente di energizzazione, utilizzando una piastra vibrante installata su un apposito mezzo (Minivib). Le vibrazioni vengono trasmesse nel sottosuolo, e viene registrato il segnale di ritorno. Questo viene trasformato in segnale elettrico nei ricevitori (geofoni) e registrato nell'apparecchiatura di bordo.
Il MiniVib genera segnali con frequenza tra i 10 – 500 hertz, progettato per indagini ad alta risoluzione.
 
MiniVib, mezzo con cui viene misurata la sismica

Acquisizione dati sismici
Perforazione esplorativa
Sono previsti da 5 a 8 pozzi: uno principale più altri di accertamento. L’ubicazione dei pozzi è stata studiata con particolare attenzione per rispettare i vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici esistenti nell’area. La profondità dei pozzi è variabile tra i 300 m e gli 800 m. Il progetto di perforazione dei pozzi è tale da garantire la massima protezione delle falde acquifere eventualmente presenti. I materiali e le tecniche impiegati sono compatibili con l’ambiente ed i terreni attraversati.

Esempio di impianto di perforazione

Esempio di ripristino ambientale dopo la realizzazione del progetto

Esempio di pozzo in attività estrattiva

Secondo esempio di pozzo in attività estrattiva
Prove di produzione
Durante le Prove di produzione si misura quanto metano viene estratto ed inviato all’utilizzo.
Secondo le aspettative, rafforzate da dati storici, il carbone sarà molto secco. Questo ci fa prevedere che la quantità di acqua prodotta sarà contenuta. 
Schema di pozzo CBM
Commercializzazione
Il metano estratto durante le prove di produzione verrà ceduto e destinato ad operatori locali.
Nella fase di coltivazione, il gas naturale prodotto verrà avviato direttamente alla rete di trasporto nazionale, senza bisogno di infrastrutture sul territorio.
La VIA e Autorizzazione
Conclusa la fase di esplorazione la Società presenterà un progetto completo con i dati acquisiti durante la fase esplorativa. Il progetto verrà sottoposto ad una specifica Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e ad un iter autorizzativo autonomo.
La fase di coltivazione
Verificate le compatibilità si potrà passare alla fase di coltivazione, cioè di estrazione/produzione del gas. L’ubicazione dei pozzi, come già evidenziato, sarà studiata con attenzione nel rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici della zona. Conclusa la fase estrattiva sarà possibile iniettare la CO2 all’interno della microstruttura del carbone. La CO2 prenderà il posto del metano, dando luogo ad una roccia.
Produzione attesa
Produzione attesa con tecnica CBM:
- 2,4 miliardi di metri cubi di metano
Produzione aggiuntiva attesa con tecnica ECBM:
- da 1,0 a 1,2 miliardi di metri cubi di metano
La produzione attesa totale corrisponde a 3,6 miliardi di metri cubi di metano, corrispondenti, indicativamente, al consumo medio annuo di 60-80 mila famiglie. Durata complessiva della produzione 30 anni.
Le ricadute positive
Sono molti i punti di forza su cui punta questo programma di lavoro, quali:
Royalty
La Legge Italiana sugli Idrocarburi prevede che la Società riconosca una royalty allo Stato e agli Enti locali, pari al 7% del fatturato che deriva dalla vendita del gas, ripartita in percentuale tra Stato (30%), Regione (55%) e Comuni interessati (15%).
Occupazione e indotto
Questo progetto avrà una ricaduta positiva dell’indotto, sia nella fase di cantiere (per la costruzione) sia nella fase di gestione (per manutenzione e forniture varie).
Gli addetti verranno selezionati prevalentemente nell’area della provincia.
Si prevede l’impiego di:
20/25 unità x 2 anni nella fase di esplorazione
35/45 unità x 20 anni nella (eventuale) fase di coltivazione
È intenzione della Società privilegiare fornitori e partner locali.
Attenzione all’ambiente
Questa è una tecnologia innovativa soprattutto dal punto di vista ambientale. Sono molti infatti i vantaggi dal punto di vista ambientale:
- Tempi limitati per le operazioni di prospezione e di perforazione
- Limitata superficie occupata: durante la perforazione 20mx30m; durante la coltivazione 6mx10m (praticamente come un pozzo per l’acqua potabile)
- Vicinanza delle infrastrutture per la distribuzione del gas
- Accessibilità viaria
Tempi previsti
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